A chi si rivolge

A chi si rivolge

In Italia spesso chi vorrebbe cambiare non vede come poterci riuscire. Ed è sicuramente difficile tentare di rimediare a questo atteggiamento di sfiducia, frutto di esperienze personali e realtà socio-politiche che alimentano la sfiducia negli altri e in se stessi.Tuttavia per un cambio di marcia, di approccio e di dinamiche non occorre che cambi l’intero Paese. Basta piuttosto creare meccanismi di coinvolgimento e partecipazione emotiva che permettano l’empowerment di chi vorrebbe cambiare e dotare costoro (anche se pochi) delle risorse necessarie per riuscirci.

Avviare questo processo di “empowerment sociale” – facendo fare sistema alla “parte sana” del Paese non è certamente cosa facile. Come spiega lo psicologo Marc Zimmerman, l’empowerment è una costruzione dinamica ed evolutiva guidata dal contesto. Ed è quindi scoraggiato da un contesto e un sistema sociale che non favorisce l’acquisizione di potere, bensì alimenta la mancanza di fiducia in sé e negli altri. Ma passare dalla learned helplessness (o passività appresa) di chi ha sviluppato un sentimento di impotenza di fronte a esperienze alienanti o frustranti, alla learned hopefulness (o apprendimento della speranza), frutto del sentimento di maggior controllo sugli eventi, non è impossibile. 

Questo percorso, a nostro giudizio, può però essere avviato e facilitato se si trovano guide, modelli e strumenti di supporto. In modo molto pragmatico, il Progetto Agenda Comune intende fornire proprio questi elementi. Nella convinzione che, una volta superati i primi ostacoli, il percorso potrà diventare molto meno difficile.

Insomma, l’empowerment anche in contesti “inibenti” come il nostro, non è impossibile. Occorre “solo” avere un piano e gli strumenti per avviare e sostenere il processo che lo crea e alimenta in modo di trasformare spettatori passivi in soggetti attivi dotati di modelli e strumenti per produrre nuovo “capitale sociale”, componente fondamentale di ogni società civile.